lunedì 18 maggio 2009

I dietologi non hanno dubbi: la pasta fa bene

Gli italiani vantano il primato di essere imbattibili a tavola, con un consumo annuale di pasta pari a 28 chili pro capite. Una cifra in linea con gli 80 grammi giornalieri previsti dalle tabelle nutrizionali che fanno capo alla dieta mediterranea.
La pasta si trova, però, a dover fare i conti con una crisi internazionale in cui i prezzi degli alimenti salgono alle stelle e in cui l'offerta del grano scarseggia. Cosa succederebbe se scomparisse il primo piatto della nostra alimentazione? I dietologi difendono all'unanimità il piatto nazionale per eccellenza: un alimento sano e anche vero e proprio serbatoio di buon umore.
Defendente Febbrari, esperto in malattie del matabolismo e nutrizione chimica, non ha dubbi: "La pasta contiene il cosiddetto ormone della felicità ed è per questo che mangiandola si ha una sensazione di benessere e piacere". Dello stesso parere, la dietologa Maria Gabriella Canfora che sottolinea come sia stato evidenziato scientificamente che un'alimentazione priva di carboidrati provochi, dopo qualche mese, depressione, irritabilità ed insonnia. "Eliminare i carboidrati dalla tavola per mangiare più proteine, a lungo andare provoca problemi diabetici, renali e cardiopatici - aggiunge Giorgio Calabrese, docente di Alimentazione e nutrizione umana all'Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza-, mentre mangiare un buon piatto di pasta conferisce il giusto apporto di carboidrati e una lenta secrezione di insulina, permettendoci di difenderci dall'obesità".
Fonte: Pasta&Pastai anno XIV numero 74

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