sabato 30 maggio 2009

martedi 2 giugno
aperto
fino alle ore 12,00

giovedì 21 maggio 2009

MANGIARE LA PASTA RIPIENA SENZA RINUNCIARE ALLA DIETA

La pasta ripiena esprime caratteristiche locoregionali tali da differenziare i prodotti in base alla forma, al ripieno e ai condimenti con i quali viene servita.
Il raviolo è probabilmente la tipologia di pasta ripiena maggiormente diffusa sul territorio nazionale, con la caratteristica di venire interpretato in modi diversi, legati alle tradizioni regionali ed alle stagioni. Si va, infatti, dal raviolo ripieno con formaggio e verdura, al raviolo ripieno di carne e verdura, al raviolo farcito con ripieno di funghi o col ripieno di pesce.
Secondo il dietologo, specialista in Scienza dell'Alimentazione, Marco Tesini, il classico aforisma medico " poco ma di tutto", può essere tranquillamente sostituito con " in normale quantità, ma con coscienza" ovvero, essere nella possibilità di consumare una normale porzione di un prodotto gustoso, scegliendo la farcitura ed il condimento a noi maggiormente indicati.
Detto questo, andiamo ad analizzare la composizione dei differenti prodotti ed il rapporto percentuale fra i principali nutrienti. Le calorie totali ed il rapporto fra i nutrienti maggiori (grassi, proteine e zuccheri), ci possono guidare ad un consumo ottimale anche in funzione della nostra situazione di salute e non dobbiamo, quindi, soffermarci solamente al puro computo delle calorie, ma ancor di più alla composizione, in modo da poter scegliere in caso di limitazioni imposte da motivi di tipo metabolico, il piatto più adeguato e non solamente il meno dannoso.
Andiamo ad analizzare alcuni esempi di pasta ripiena, le porzioni si riferiscono ad un piatto abbondante ( circa 200 grammi), la cui composizione bromatologica, sarà all'incirca la seguente:
Mezzelune alla Carne: Kcalorie 550 - proteine 27% - glucidi o zuccheri 47% - grassi o lipidi 26%
Ravioli ai Funghi: Kcalorie 490 - proteine 17% - glicidi o zuccheri 54% - grassi o lipidi 29%
Mezzelune alla Zucca: Kcalorie 530 - proteine 16% - glicidi o zuccheri 68% - grassi o lipidi 16%

lunedì 18 maggio 2009

I dietologi non hanno dubbi: la pasta fa bene

Gli italiani vantano il primato di essere imbattibili a tavola, con un consumo annuale di pasta pari a 28 chili pro capite. Una cifra in linea con gli 80 grammi giornalieri previsti dalle tabelle nutrizionali che fanno capo alla dieta mediterranea.
La pasta si trova, però, a dover fare i conti con una crisi internazionale in cui i prezzi degli alimenti salgono alle stelle e in cui l'offerta del grano scarseggia. Cosa succederebbe se scomparisse il primo piatto della nostra alimentazione? I dietologi difendono all'unanimità il piatto nazionale per eccellenza: un alimento sano e anche vero e proprio serbatoio di buon umore.
Defendente Febbrari, esperto in malattie del matabolismo e nutrizione chimica, non ha dubbi: "La pasta contiene il cosiddetto ormone della felicità ed è per questo che mangiandola si ha una sensazione di benessere e piacere". Dello stesso parere, la dietologa Maria Gabriella Canfora che sottolinea come sia stato evidenziato scientificamente che un'alimentazione priva di carboidrati provochi, dopo qualche mese, depressione, irritabilità ed insonnia. "Eliminare i carboidrati dalla tavola per mangiare più proteine, a lungo andare provoca problemi diabetici, renali e cardiopatici - aggiunge Giorgio Calabrese, docente di Alimentazione e nutrizione umana all'Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza-, mentre mangiare un buon piatto di pasta conferisce il giusto apporto di carboidrati e una lenta secrezione di insulina, permettendoci di difenderci dall'obesità".
Fonte: Pasta&Pastai anno XIV numero 74